A Pieve luci accese (anche di giorno)
giovedì, 2 febbraio 2012
Dopo l’esagerata (bastava un banale interruttore crepuscolare…) pseudo-soluzione degli orologi astronomici pensati per poter risparmiare sull’illuminazione pubblica , quasi come una beffa del destino ricevo (e pubblico) dal buon Peppe Ambrosio dell’attivo Osservatorio Permanente Ambiente (OPA) un nuovo curioso caso (tra gli altri già segnalati) di “strana” e sprecona gestione dei beni e dei servizi pubblici Pievesi.
Questa buffa storia di (migliorabile) gestione della pubblica illuminazione comincia dallo scorso Novembre 2011 (tre mesi fa!) e, dunque, prima di lamentarsene pubblicamente qui sul blog Urbano di Pieve Emanuele, il tempo per l’eventuale risoluzione possiamo dire che “c’è stato” ed è trascorso inutilmente…
In sintesi, le luci di alcuni lampioni di Via dei Gigli, di parte di Via delle Rose, di Via delle Gardenie e di Via dei Tulipani sono perennemente accese nel quartiere delle Rose, almeno fin da Novembre 2011…
Sono state fatte numerose segnalazioni da diverse persone del quartiere e, dal 20 Dicembre 2011, anche l’esponente dell’OPA si è personalmente recato presso la polizia locale praticamente ogni martedì mattina per segnalare il problema e richiedere una risoluzione di questo stupido e odioso spreco che colpisce le tasche di tutti i Pievesi (pure di quelli che “se ne fregano” e pagano comunque!).
Ricordando la mancanza delle luminarie di quest’anno per comprensibili motivi economici, come dice l’OPA, analogamente se ci tagliano altri servizi e ci aumentano i costi urlando alla crisi, allora consentire certi sprechi significa che qualcosa non funziona.
Probabilmente nella testa di qualcuno oltre che negli ingranaggi della macchina pubblica, ipotizza Peppe, che dopo un mese di segnalazioni e stanco di recarsi al comando per non vedere alcun miglioramento della situazione, lo scorso 11 Gennaio 2012 ha quindi scritto e fatto protocollare in comune una semplice lettera all’attenzione del sindaco, del comandante della Polizia Locale e dell’ufficio tecnico del Comune di Pieve Emanuele:
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Con questa mia porto a conoscenza di una anomalia sul funzionamento delle luci preposte all’illuminiazione stradale che si protrae da oltre un mese. Personalmente come cittadino è da oltre 1 mese che ogni martedì mi reco presso lo sportello della polizia municipale del comune di Pieve Emanuele e segnalo che in alcune zone nel quartiere delle Rose l’illuminazione continua a funzionare anche nelle ore di luce e mi viene sempre risposto che già sono state fatte delle segnalazioni “all’Enel e all’ufficio Tecnico”.
Ogni martedì dal 20 di dicembre segnalo lo stesso problema e ottengo la stessa risposta. Telefonicamente il problema è stato segnalato da me sottoscritto e da altri cittadini da oltre 2 mesi.
Il problema, però, perdura ed è reso ancora più odioso dalla reale necessità del comune di volere risparmiare sulle luminarie natalizie, necessità per cui non si sono levati cori di dissenso, ma una rassegnata comprensione da parte dei cittadini che viene ricompensata con questo inutile spreco dannoso per l’ambiente e per le finanze pubbliche.
Chiedo di avere risposta ai seguenti quesiti:
- la segnalazione presso la Polizia Locale è stata inoltrata all’ufficio di competenza o all’ente Gestore del Servizio?
- l’ufficio preposto alla erogazione del servizio si è interessato di sollecitare la risoluzione del problema?
- Di chi è la responsabilità del danno alle casse comunali, di un dipendente pubblico (Polizia Locale, Uffici vari del comune) o della società che gestisce l’illuminazione?
Chiedo inoltre di conoscere chi pagherà per questo disservizio. OVVIAMENTE non mi aspetto che paghino i cittadini.
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Il comune risponde il giorno successivo con questa lettera in stile Ikea (“fai-da-te“) secondo cui è il cittadino (che, ricordiamolo, dovrebbe piuttosto ricevere un “servizio di pubblica illuminazione”!) a doversi informare (lui!!!) in prima persona presso i vari enti, addirittura riscontrando il nr. dei pali in questione, per poi praticamente gestire in proprio il disservizio!
Un po’ come se quando andiamo ad acquistare un paio di etti di prosciutto, il salumiere ci desse in mano l’affettatrice e ci indicasse il suo scaffale dei salumi, prima di salutarci educatamente a presunto completamento del suo presunto “servizio”, aspettandoci alla cassa… (!)
Seriamente: il preoccupante scollamento tra la realtà Pievese e la diversa percezione che talvolta ne hanno i relativi stipendiati gestori, si comprende ulteriormente anche dal successivo commento dello sconcertato Peppe che, non avendo ricevuto risposta alle sue tre “semplici” domande, scrive ancora:
“La prima incongruenza che noto è che ci sono molti più lampioni accesi di quelli segnalati dall’ufficio Tecnico e che io NON posso visionarne il numero perchè alcuni sono nelle aree recintate o interessate da lavori. Senza contare che NON sono io quello che deve andare a contare i lampioni la mattina, c’è chi piglia uno stipendio ANCHE per fare quello.
Inoltre NON viene data risposta esaustiva alle mie tre domande.
Ora spiego perchè L’ufficio Tecnico asserisce che Enel Sole, il gestore, è stato allertato SEMPRE fin dalle prime segnalazioni dei cittadini.
Ma i conti non tornano:
- Se Enel Sole è stata avvertita sempre dalla fine di novembre, ma le luci al momento della mia lettera (11 gennaio) sono ancora accese significa che per oltre 1 mese Enel Sole non è riuscita a spegnere le luci (contate che le luci sono accese da Novembre e io NON sono stato il primo a segnalare il fatto)?
- Come mai SOLO AL MOMENTO DELLA RICEZIONE DELLA MIA LETTERA al Comune, Enel Sole comunica risponde al Comune un tempo di risoluzione di 48 ore, prima non lo aveva comunicato? O non era stata avvertita? Faccio notare che se da novembre è segnalato il problema al giorno 12 gennaio l’Enel Sole non sono 48 ore ma 48 giorni!
- Come mai dopo le 48 ore annunciate per la risoluzione (lettera spedita il 12 gennaio dal Comune) le luci sono ancora accese?
- La mia domanda finale non ha avuto risposta:
Chiedo inoltre di conoscere chi pagherà per questo disservizio.
OVVIAMENTE non mi aspetto che paghino i cittadini.
Aggiornamento!
Ho inviato una mail per chiedere a Enel Sole di confermare quanto detto dall’ufficio tecnico.
E ho poi inviato una segnalazione a alcuni giornali sulla vicenda delle luci di Natale.
Ritengo che sia scandaloso di suo che un ufficio comunale chieda ai cittadini di verificare e si preoccupi a fornire giustificazioni e non soluzioni: sono un ufficio del comune, per il comune e il comune siamo noi cittadini.
Non ci interessano le scuse se abbiamo pagato un servizio, ma il risultato: che sia o no colpa del Comune o dell’Enel è il Comune che doveva insistere per una soluzione al problema, cosa che non ha fatto visto che ancora a oggi le luci sono accese.”
Già, le luci oggi sono *ancora* accese (alla faccia delle 48 ore) e i Pievesi attendono *ancora* di sapere “chi pagherà per questo disservizio” (alla faccia dell’assunzione di responsabilità di chi è pagato anche per gestire un servizio, soluzioni comprese).
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