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Per non incenerire anche la verità e la nostra salute con le tante, troppe (eco)balle


Inceneritore Spittelau a Vienna in AustriaE’ un bene che si parli ancora di inceneritore, specie dopo le recenti vicende sulla sciagurata ipotesi di costruirne uno nel Parco Sud, grazie alla preziosa opera informativa dei comitati di cittadini, nonostante il raccapricciante consiglio comunale di Milano di questa settimana nel quale se ne è ancora (s)parlato.

“Parlato”, infatti, è una parola grossa, visto che il sempre assente vicesindaco Riccardo De Corato (Ex AN, ora PdL), stavolta si è presentato per sostenere la sua inquietante tesi pro-incenerimento: ha avuto il coraggio di dire che considera l’inceneritore urbano Spittelau a Vienna addirittura una meta turistica (!), prendendo però un infelice “esempio” a supporto della sua disinformata sicumera.

Proprio l’Austria, infatti, è uno degli esemplari modelli organizzativi al mondo dei sistemi integrati di gestione del rifiuto, grazie all’applicazione dell’alternativo metodo di efficace raccolta domiciliare, dove vige il responsabilizzante principio del pagare in proporzione ai rifiuti prodotti, e non quello di deresponsabilizzare il cittadino, peggiorandone salute e portafoglio, costruendo altri impianti d’incenerimento come irresponsabilmente si vorrebbe fare in Italia poiché si ignorano le alternative.

E nel caso dell’area del Milanese (di cui si parla), la scelleratezza istituzionale è a un triplice livello con Regione, Provincia e Comuni interessati a fornire soluzioni (possibilmente corrette!) ai problemi dei propri cittadini e, spero, non a quelli di chi costruisce inceneritori che, per giustificarne l’esistenza, considera addirittura normale importare rifiuti dall’esterno (ovvero, fate più monnezza!) anziché favorire la differenziata.

A conferma (anche per chi fa finta di non capire) di come differenziazione e incenerimento entrino in contrasto, visto che investire nella prima necessita di disinvestire nella seconda, che invece “vive” di indifferenziata facendone però “morire” lentamente i cittadini con le nanoparticelle vomitate silenziosamente su di loro.

Ecco un video dell’oncologa Dottoressa Patrizia Gentilini (denuncia circostanziata sulla falsificazione dei risultati di autorevoli studi che evidenziavano i tumori nelle popolazioni residenti in aree limitrofe a un inceneritore), e un dato per sbugiardare (anche) le autorevoli fonti del vicesindaco Milanese De Corato: secondo l’elaborazione della Corte dei Conti su dati Eurostat tratti dal Rapporto Rifiuti (a cura di Apat e Osservatorio Nazionale Rifiuti), proprio l’Austria ricicla circa il 60% dei rifiuti urbani (l’Italia non arriva al 17%) e manda in discarica meno della metà dei rifiuti urbani rispetto al nostro Paese.

Passando dalla “salute” al “portafoglio” (tralasciando di infierire su come il decantato inceneritore lombardo di Brescia sia stato oggetto di diverse infrazioni da parte dell’Unione Europea!), gli inceneritori sono inoltre la “soluzione” di gran lunga più costosa per affrontare il problema dei rifiuti, anche perché l’energia risparmiata usando materiali riciclati è almeno cinque volte superiore a quella prodotta da un qualunque incenerimento.

E se a qualcuno non bastano gli esempi concreti (e non “manipolati”, eh?) di realtà funzionanti come Capannori, ricordiamo pure che Milano ad oggi ha una pessima raccolta differenziata poiché non raccoglie l’umido (!) e a fronte di un 24,3 % (dato 2005) di media nazionale (e di poco più alto nel capoluogo Lombardo), all’estero esistono invece metropoli enormi come San Francisco (Stati Uniti), che è al 72% di raccolta differenziata e per l’anno in corso ha l’obiettivo del 75%, mentre da noi si ciarla ancora a sproposito di “emergenza inceneritore”.

In Lombardia ci sono già ben 13 inceneritori che bruciano (anche) monnezza Toscana e Piemontese, e dunque la realtà è che l’emergenza rifiuti è una solenne ecoballa (in realtà poco “eco”), gli inceneritori emettono sostanze pericolose e cancerogene, mentre la politica “Rifiuti Zero” è già OGGI possibile, praticabile, praticata e (ingenuamente?) ignorata solo dai malcelati interessi di parte.

Come l’Ansaldo che ha partecipato all’affaire Silla2 (anche se magari chi ci lavora può non saperlo…), o come Veolia che costruisce inceneritori e poi finanzia la fondazione di un oncologo come Veronesi che difende l’incenerimento; suona un pò come se Provenzano & Riina finanziassero una Commissione Antimafia che *li difende* e qualcuno continuasse a “non capire il problema“; beata ingenuità… :-)

E pure per risolvere il problema delle “discariche in esaurimento“, ancora una volta gli inceneritori sono la risposta sbagliata visto che non eliminano le discariche ma anzi richiedono che le ceneri rimaste dopo la combustione (circa 1/3 della massa iniziale ovvero circa 3 quintali di ceneri per ogni tonnellata di rifiuti bruciata) vadano smaltite come rifiuti pericolosi in discariche speciali (denominate di tipo B1 secondo il decreto Ronchi), con un’impatto ecologico ben maggiore rispetto a quelle ordinarie.

Concludo chiarendo come la trasformazione in energia dei rifiuti residui della Raccolta Differenziata non passa necessariamente dall’incenerimento (che infatti consuma anche una spaventosa quantità di energia), ma piuttosto conviene a tutti capire come vadano semplicemente ridotti tali “Residui” indifferenziati, aumentandone dunque (per definizione!) la loro differenziazione.

E, per concludere degnamente l’opera informativo-veritiera, se nello scorso consiglio comunale milanese lato PdL si sono sentite tante fesserie, consideriamo anche come l’eternamente indeciso PD con il candidato regionale Filippo Penati (che ha approvato a suo tempo il contestato piano rifiuti) solo tre settimane fa nel consiglio provinciale (lui che sarebbe un consigliere regionale…) del 27 Maggio 2010 ha sostenuto la costruzione di un inceneritore da 400mila tonnellate a Sesto (vedi frase topica dal min. 6:30), a dimostrazione di come l’ignoranza su alcuni temi sia davvero trasversale e contraria ad ogni disinteressato buonsenso.

Intervento di Filippo Penati del PD sugli inceneritori, 27 Maggio 2010:

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